Friendz, applicazione che offre ad ogni utente l’opportunità di guadagnare divertendosi e condividendo foto e azioni sui social, è la sua creatura e lei è stata nominata, a soli 27 anni, tra le 100 donne più influenti nel settore digital, in Italia: stiamo parlando di Cecilia Nostro, co-fondatrice di Friendz, startup che a maggio 2016 era valutata 2milioni di euro e che è stata protagonista della chiusura di un finanziamento pari a 300mila euro, da parte di Triboo S.p.a, leader nel mercato digitale italiano.

La storia di Cecilia: un lavoro in una grande azienda e poi un progetto diventato realtà

Una laurea in Economia, una specializzazione in Business Administration e, a soli 25 anni un lavoro nel reparto marketing di una grande azienda: Cecilia aveva tutte le carte per proseguire con quella che viene definita una brillante carriera in azienda, come manager.

Ma le cose non sono andate in questo modo. Quella non era la sua strada, il suo disegno: nel suo futuro c’era e c’è la parola “imprenditoria”, nel suo presente e nel suo futuro c’è Friendz, azienda di cui è co-fondatrice, una tra le più promettenti startup nel panorama italiano.

Cecilia, come Alessandro Cadoni e Daniele Scaglia, i suoi compagni di avventura imprenditoriale, aveva fatto un “all-in”, che nel poker significa “mettere tutto sul piatto”, rischiando tutto in un colpo solo. Si era licenziata, rinunciando a un contratto a tempo indeterminato, per portare avanti un progetto in cui credeva, per dare vita a Friendz, che in quel momento, due anni fa, era solo in una fase embrionale.

E da quell’all-in ha preso forma, tessera dopo tessera, un mosaico meraviglioso, con un’impresa cresciuta in modo esponenziale in un anno e mezzo: 18 dipendenti, un’età media di 25 anni, collaborazioni con grandi brand e centinaia di campagne gestite.

“L’esperienza in Sud America mi ha fatto avvicinare al mondo imprenditoriale”

“Il percorso imprenditoriale che sto portando avanti è il frutto di una ricerca molto intensa, di un desiderio, di una “necessità” – spiega Cecilia – Essere un’imprenditrice significa vivere quello che viene definito normalmente “lavoro”, in un modo totalmente diverso. Quello che viene chiamato “lavoro”, in realtà, è la tua passione, la scintilla che ogni giorno alimenta il tuo entusiasmo, la fonte che riesce a darti qualcosa di forte quotidianamente.

Mi sono avvicinata al mondo dell’imprenditoria quando ho vissuto per un periodo in Sud America: sono entrata in contatto con diversi imprenditori, ho visto il loro modo di operare, ho interagito con loro, cercando di raccogliere più esperienze, consigli e suggerimenti possibili. E ho capito che la mia strada sarebbe stata quella, portare avanti un progetto mio.

“Le donne non dovrebbero entrare in competizione con gli uomini nel mondo imprenditoriale e, in generale, nel mondo del lavoro: noi possiamo portare un valore aggiunto in certi campi e lo stesso possono fare gli uomini. Ci completiamo”.

Partendo dalla mia esperienza personale, che mi vede co-fondatrice di Friendz con Alessandro Cadoni e Daniele Scaglia, posso dire che è fondamentale ricercare la non-competizione tra uomini e donne, nel mondo imprenditoriale e nel mondo del lavoro, in generale.

Cerchiamo di essere sinceri: noi donne abbiamo un approccio, un metodo di lavoro e delle caratteristiche che ci rendono più vicine a certe dinamiche all’interno di contesti lavorativi (es. marketing, PR, sales, customer care) così come gli uomini hanno, solitamente, altre attitudini (es. analisi). Questo non significa che nei ruoli dirigenziali è giusto che ci sia una prevalenza degli uni sulle altre, ma vuol dire semplicemente che, anche nei ruoli dirigenziali, uomini e donne hanno caratteristiche diverse, che se unite e integrate possono portare dei vantaggi enormi.

La vera integrazione è questa: portare un valore aggiunto e non una tendenza alla competizione, trovare il proprio campo di applicazione e dare valore in quell’ambito.